Le diete detox

Utilizzate da celebrità hollywoodiane e ampiamente pubblicizzate, le diete detox sembrano essere un vero toccasana, specie dopo il periodo natalizio. Ma funzionano?

In questo breve e semplice articolo vedremo quali sono le evidenze a supporto.

Cos’è la detox

Si parla spesso in maniera generica di questo tipo di dieta, ma che cos’è? In realtà non si tratta di un approccio ben definito ma di una serie di diete differenti (molte delle quali sono marchi registrati) con durata variabile dalle 48 ore alle tre settimane e approcci che vanno dal digiuno completo, all’utilizzo di soli succhi di verdura e frutta fino all’adozione di una dieta vegetariana.

L’idea di base è che queste diete portino ad un’aumentata escrezione di “tossine” dall’organismo (tramite feci, urine, sebo o sudore). Il virgolettato è d’obbligo, in quanto con questo termine vengono indicati, oltre alle tossine vere e proprie, anche una serie di inquinanti, come metalli pesanti, residui chimici sintetici e altri prodotti dannosi della “vita moderna”.

I benefici promessi sono molteplici: oltre alla detossificazione di fegato ed altri organi, si avrebbero benefici sulla pelle, le unghie, i capelli, benefici a livello energetico, miglioramento della funzione immunitaria, della chiarezza mentale e di una serie di sintomi (mal di testa, dolori articolari) fino ad un incredibile miglioramento generalizzato delle patologie cronico-degenerative (sic!).

Abbiamo bisogno di detossificarci con la dieta?

Dipende. Una persona che vive in una zona molto trafficata, fuma e mangia troppo e male avrà probabilmente un livello di “intossicazione” maggiore di un individuo non fumatore che vive in campagna e segue un’alimentazione sana ed equilibrata.

Per fortuna, il nostro organismo possiede sofisticati meccanismi atti a eliminare i contaminanti. Svariati organi intervengono nei processi di pulizia, come fegato, reni, polmoni, sistema immunitario e gastrointestinale.

Il sistema immunitario ed il fegato intervengono direttamente sulle tossine batteriche, animali e vegetali (ad esempio, convertendole a forme meno tossiche), mentre altri inquinanti possono essere solubilizzati per facilitarne l’escrezione attraverso reni e intestino, o legati (come succede ai metalli pesanti) alle metallotioneine intracellulari. Se tutto funziona bene, non abbiamo necessità particolari, insomma.

Quali sono le evidenze?

A vedere la sicurezza con cui vengono declamati i benefici ed il largo utilizzo delle diete detox, verrebbe da pensare che ci siano solide basi scientifiche. Purtroppo non è così.

I pochi studi disponibili sugli esseri umani hanno alla base problemi di affidabilità non indifferenti: sono fatti su pochi partecipanti, manca il gruppo di controllo, le metodologie non sono chiare, sono basati su parametri soggettivi e non oggettivi. Non partiamo bene.

Esistono anche diversi supplementi in grado di facilitare l’eliminazione di metalli pesanti (alluminio, piombo, cadmio e mercurio): alcuni acidi organici (malico, succinico e citrico), selenio e coriandolo. Gli zeoliti (alcuni di essi) possono anche chelare alcuni metalli radioattivi.

Alcune alghe, come Chlorella e Nori, sembrano avere invece efficacia nell’eliminare diossine e composti derivanti dalla combustione. Stesso discorso per Olestra, un poliestere del saccarosio di origine artificiale.

Purtroppo, anche in questo caso (salvo alcuni supplementi), le prove di efficacia sugli umani sono scarse.

Ricapitolando, siamo di fronte a:

  • Scarse prove di efficacia;
  • Possibili effetti collaterali (in caso di digiuno prolungato) come stipsi, disidratazione e aumento della degradazione proteica (quindi, paradossalmente, aumento dell’intossicazione!);
  • Convinzione (spesso non supportata nemmeno da esami basilari come quelli del sangue) di trovarsi in uno stato non meglio specificato di intossicazione. Manca quindi il razionale di un approccio detox, che potrebbe essere necessario per esempio su persone esposte direttamente a degli inquinanti (pensiamo a qualche disastro ambientale).

In conclusione

In realtà la prevenzione degli stati di “intossicazione” si fa ogni giorno, con una dieta adeguata e varia, che comprenda molta acqua, verdure ed una giusta quantità di frutta. Anche abolire comportamenti scorretti come il fumo ed il consumo di alcolici favorisce il benessere generale di organi come fegato e polmoni, coinvolti nella pulizia dell’organismo.

Nel caso si volesse comunque seguire una dieta detox, il mio consiglio è quello di non ricorrere al fai da te (potenzialmente pericoloso), ma ai consigli del vostro medico curante che potrà eventualmente indirizzarvi verso uno specialista in nutrizione umana.